Insieme a tutti i colleghi di buon senso e in buona fede non possiamo che seppellire con un’amara risata la recente proposta di qualcuno, di una specie di marcia forzata in tappe precise verso la rovina di molti per il vantaggio di pochi.

Giocando allo sfascio si sono simulate in modo manipolatorio le condizioni per proporre provvedimenti restauratori, che porterebbero a sterilizzare la categoria delle parafarmacie italiane, eliminare ogni pur flebile concorrenza etica e demonizzare ogni afflato di libertà professionale.

Se dobbiamo discutere di una proposta infarcita degli auspici di chi da sempre ci vuole veder sparire, allora vorremmo parlare direttamente con loro, senza intermediari.

Superare i concorsi significa voler cancellare forse l’ultima cosa davvero meritocratica rimasta nel settore.

Mescolare concetti vaghi come titoli professionali e gestionali, oppure opposti come numero minimo e criteri, libera apertura e limiti vari significa avere o voler indurre grande confusione, in cui rischia di passare inosservata la rovina di molti a vantaggio di pochi, e la vera scellerata moneta di scambio di tutto ciò, il blocco del rilascio dei codici univoci, che sarebbe per noi come categoria la cosa più disastrosa.

Esistono soluzioni che non prevedono scelte scellerate, nè nuove sedi chissà dove, né criteri soffocanti e liberticidi, nè complicazioni in cui insinuare trappole, ma prevedono semplicemente la libertà professionale non convenzionata, eventualmente con un sensato limite di distanza solo sulle nuove aperture e una ragionevole tutela delle rurali sussidiate.

Esistono soluzioni davvero proiettate all’interesse di tutti i colleghi e all’interesse e al benessere del cittadino, lasciamo ad altri le manovre di palazzo, che nei palazzi della buona politica non faranno strada.

Matteo Branca

Presidente FNPI